Trekking a cavallo

 

TREKKING DI 5-6 GIORNI

Dipende dai cavalieri partecipanti:

Partenza da S.Agnese, per Massa Marittima, con la sua maestosa Cattedrale che rappresenta uno dei più insigni esempi italiani di architettura religiosa; dedicata a S.Cerbone, fondatore della diocesi di Populonia, la datazione della costruzione della Cattedrale viene attribuita al maestro Comancino Enrico da Campione, nella metà del XIII° secolo. C’è d’ammirare ancora la configurazione urbanistica e architettonica di Città Vecchia, indubbiamente di straordinaria rilevanza, infatti troviamo per la prima volta riuniti in un medesimo ambiente: la piazza. La Cattedrale, il Palazzo del Podestà, il Palazzo del Comune, la Loggia del Mercato, la Zecca e la Fonte Pubblica; frutto di una progettazione organica, maturata tra la metà del XII° e la matà del xXIII° secolo.

Per poi visitare le miniere medievali, da cui si estraevano: argento, rame, piombo, allume, ferro, zinco, pirite.

Proseguiamo per l’Abbazia di S.Galgano (XII° secolo), chiesa rimasta incompiuta, (senza il tetto); e poi la Cappella di Monte Siepi dove S.Galgano Guidotti piantò la spada nella roccia in segno di rinuncia alla violenza. La spada è tuttora visibile al centro della cappella. Spunto di tante leggende che hanno ispirato la letteratura del tempo. Chi di noi , per esempio, non conosce la storia di Mago Merlino e re Artù?

Sul nostro percorso troviamo Montieri, di questo paese abbiamo notizie sicure dall‘896, quando il marchese di Toscana Alberto il Riccio ne donò il territorio, incluse la miniere di piombo, zinco, argento, pirite, ferro, rame, bismuto, al vescovo di Volterra Alboino. Oggi in questo paese si possono ammirare: Le Fonti di Sopra e Le Fonti di Sotto del XII° secolo, la chiesa dei S:S Paolo e Michele del XIV° secolo, la chiesa di S.Francesco del XVI° secolo.

C
ontinuiamo per Monterotondo Marittimomo; scrisse nel 1745 Giovanni Targioni-Tozzetti «...un Castello dei più popolati delle Maremme, perchè vi si contavano circa 700 abitanti fissi...» Nel 1777 il direttore delle spezierie granducali riscontrò la presenza di acido borico nel lago Cerchiaio di Monterotondo, che porterà di lì a poco alla produzione di borace, sostanza per l’invetriatura delle ceramiche ed usata in farmacia. Vennero allora aperte nuove cave, nuove industrie, il paese si ripopolò e nella campagna circostante sorsero numerose case coloniche . Nei primi anni del 1900 si cominciò a utilizzare il vapore emesso dai soffioni per produrre energia elettrica fino alla costruzione di una vera e propria centrale geotermoelettrica. La popolazione raggiunse le 2600 unità nel 1960. Si possono ammirare ancora i soffioni che sono emissioni più o meno violente e rumorose di vapore acqueo e di gas che si sprigionano dal terreno in modo naturale o attraverso perforazioni, ad una temperatura di 130°-160° con una pressione tra 4°14 atmosfere; le putizze terreno prive di vegetazione a causa dell’elevata temperatura del sottosuolo e di soffioni non incanalati detti bulicami o fumacchi, che con i loro movimenti danno origine a panorami suggestivi che ricordano i paesaggi lunari.

Possiamo ammirare ancora i ruderi della Rocca Degli Alberti, i ruderi cosiddetti "Bagni del Re".

Proseguiamo ancora per Lustignano, piccolo paesino in cima ad una collina le cui case sono state costruite direttamente sulla roccia senza le fondamenta, borgo medievale dove si possono vedere ancora dei resti di una chiesa e di un castello e rientro fra le colline per S.Agnese.